Terremoto Centro Italia: la testimonianza

oggi vogliamo travalicare i nostri confini e occuparci del terremoto del Centro Italia che, dopo le forti scosse del 24 agosto e del 26 ottobre, ha visto, tra le altre, anche la città di Norcia totalmente in ginocchio.

Molti media sembrano aver spento i riflettori, noi abbiamo invece voluto far luce su quello che sta accadendo partendo dalla testimonianza di Alessia Brandimarte.

Alessia, abitante di Norcia, il 24 agosto ha dovuto lasciare casa sua per inagibilità e ora è da parenti, in attesa di capire cosa fare: suo padre ha un allevamento di bestiame, in gran parte perso per il crollo della stalla. Qual è il loro futuro?

Il video dell’allevamento e del salvataggio del bestiame:

#terremotocentroitalia #terremotonorcia #allevatorinorcia

1. Innanzitutto in che condizioni vi trovate ora?

“L’abitazione principale l’ho persa ad agosto e così dopo aver dormito 4 notti in mattina, 15 giorni in tenda e 10 dai miei genitori ( tutto questo perché aspettavamo i controlli) ci siamo trasferiti in un altro appartamento di proprietà nel centro storico che era stato dichiarato agibile. Ad oggi non sappiamo la situazione di quella casa i quanto il centro storico di Norcia è tutto zona rosa e non si può assolutamente entrare. Dalle foto aeree sembrerebbe ancora intatta. Io e i bambini ( uno di 6 mesi e uno di 4 anni) siamo ospiti dai miei zii vicino a Jesi (an) mentre i miei genitori, mio marito e mia sorella sono aNorcia. Dormono in una roulotte è un container che ci sono state donate da amici. Dopo il sisma del 30 ottobre ho perso anche l’azienda crollata mentre i miei erano all’interno, sono salvi per miracolo. Anche casa dei miei genitori è compromessa. In questo momento mi ritrovo senza casa e senza lavoro”

2. Cosa è stato fatto dai soccorsi e dalle Istituzioni dal 24 agosto fino al 26 ottobre? Cosa avreste voluto che facessero?

“Dal 24 agosto al 26 ottobre oltre a verificare se le strutture fossero agibili o meno non è stato fatto altro. Avrebbero dovuto mettere in sicurezza gli edifici pericolanti e provvedere allo sgombero dell’abitazioni dichiarate inagibili.
Noi abbiamo affrontato un trasloco a nostro rischio e pericolo ma se non l’avessimo fatto ad oggi avrei tutto sotto alle macerie della casa che ad agosto era stata dichiarata inagibile. In questo momento abbiamo difficoltà ad avere ogni tipo di cose e dobbiamo ringraziare le iniziative private che ci stanno aiutando ad andare avanti perché purtroppo attraverso la protezione civile è difficile avere beni di prima necessità. Io già ad agosto mi ero attivata da sola lanciando appelli su Facebook e raccogliendo materiale tramite privati. Ho aiutato molte persone che sapevo avevano realmente bisogno”

3. Recentemente avete ricevuto la visita del Presidente della Repubblica Mattarella, cosa gli avreste voluto chiedere?

“A Mattarella avrei voluto dire che ci aiutasse a continuare la nostra attività sul territorio perché ci stanno pressando affinché trasferiamo l’attività a 150 km di distanza. Per noi è importante rimanere sul territorio:abbiamo circa 100 ettari di terreni e non possiamo abbandonarli. Abbiamo ordinato un tunnel per gli animali, un caseificio mobile per la lavorazione dei formaggi, un container per impacchettare la lenticchia, una casa per viverci, tutto a nostre spese, per ripartire il prima possibile”

Foto di Lorenzo Attili

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