Il Sindaco di Penna Sant’Andrea “Generatori inefficienti spesso siamo al buio”

“Tutte le frazioni ormai sono libere dalla neve” riferisce Severino Serrani, Sindaco di Penna Sant’Andrea, comune di duemila persone in provincia di Teramo. “La luce va e viene, a causa del fatto che non vengono riforniti in maniera adeguata i generatori dell’Enel”. Sembra che il caso di Montorio al Vomano, raccontato qualche giorno fa, non sia isolato ma anzi abbastanza diffuso tra i Comuni in provincia di Teramo. “Ho personalmente seguito l’autobotte del gasolio per capire, ho scoperto che si  rifornise presso la stazione dell’Eni di Teramo”. Non sembrerebbe esserci controllo serrato da parte dell’azienda elettrica sugli undici generatori installati nel Comune, così spesso qualcuno di loro finisce il carburante e si spegne, lasciando zone del paese al buio. “Qualche giorno fa un cittadino mi ha chiamato perché, pur essendo il generatore in funzione, la sua via era al buio”, riferisce il Sindaco Serrani. Mentre stiamo parlando inoltre Serrani ci riferisce che da mezz’ora una frazione, di cui la linea era stata riattivata da poche ore, è ritornata al buio.

Disagi continui per un evento epocale

“Tutti i giorni sono presso il COM (Centro Operativo Misto della Protezione Civile, ndr) per raccogliere segnalazioni dei cittadini, spesso anche arrabbiature ma lo capisco, sono ormai otto giorni che siamo in questa situazione”. E i soccorsi? “Nelle prime quarantotto ore dell’emergenza ci siamo arrangiati da soli, con i mezzi a nostra disposizione. Sono responsabile del piano neve, già lo ero da Assessore qualche anno fa, quindi ho riunito tutti gli uomini e mezzi, con continue raccomandazioni”. Non ha esitato lui stesso a salire su una ruspa spazzaneve quando la situazione si faceva sempre più critica, in particolare nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 gennaio: “Essendo il Sindaco mi sento il principale responsabile dei disagi, è mio dovere aiutare tutti i cittadini”. Ben presto però il Sindaco Serrani si accorge che la situazione è al di sopra anche delle sue possibilità e dei suoi mezzi ed è necessario un intervento esterno per liberare le numerose persone chiuse in casa

L’arrivo dei soccorsi da Sondrio

“I soccorsi della Protezione Civile sono arrivati solo sabato 28: ma ho saputo da loro, uomini, ci tengo a dire, di un’efficienza, dedizione e competenza straordinarie, che erano stati allertati già da mercoledì 18. Perché sono stati mandati solo tre giorni dopo?”. Serrani quindi lamenta un caos totale nella gestione degli uomini e dei mezzi da parte del comando centrale: “Intere colonne di soccorso che continuavano a venire rimpallate da un Comune all’altro, senza un piano organizzato: inoltre il comando centrale ha detto al Gruppo dei nostri soccorritori di Sondrio di non portare né turbine né altri mezzi ma solo pale”.

I danni

In questa situazione è ancora difficile calcolare i danni che la congiuntura di neve e terremoto ha provocato in tutto il paese. Già tutti i fienili e alcune stalle, con bestie, sono crollate, con grave perdita per gli agricoltori e gli allevatori ma “la maggior parte dei danni li vedremo quando la neve si scioglierà e temo che saranno moltissimi”. Infatti il peso notevole di un metro e mezzo di neve, aggiunta alle scosse di terremoto, ha messo notevolmente alla prova le mura delle case , che in molti casi hanno ceduto al peso.

 

 

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